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DOPO 65 ANNI, KELLOGG COMPANY METTE FINE AGLI ESPERIMENTI LETALI SUGLI ANIMALI, RAGGIUNGENDO UN ACCORDO CON PETA STATI UNITI

Una nuova politica globale proibisce l'esecuzione, il finanziamento, il sostegno e la giustificazione dei test su animali, risparmiando la vita a migliaia di ratti e criceti

 In seguito a lunghe discussioni con PETA Stati Uniti nell'arco di più di 11 anni, Kellogg Company, il leader mondiale nella produzione di cereali, ha adottato una nuova politica globale che mette fine all'uso di animali in esperimenti nocivi e mortali per i prodotti o ingredienti alimentari, quando non esplicitamente richiesto per legge – una pratica che la società ha perseguito per quasi 65 anni.

Già nel 2007 PETA Stati Uniti ha esortato Kellogg a smettere di condurre e finanziare esperimenti su animali. Negli anni seguenti, la società si è impegnata a ridurre al minimo e limitare la portata dei test sugli animali, ha richiesto l'ispezione di tutti i laboratori utilizzati per gli esperimenti e ha eliminato i test sugli animali nei propri centri di ricerca. La sua nuova politica globale, recentemente finalizzata, vieta l'esecuzione, il finanziamento, il sostegno e la giustificazione dei test su animali.

"L'industria alimentare globale sta riconoscendo che nessuna rivendicazione di marketing può giustificare l'alimentazione forzata, l'avvelenamento, il soffocamento e l'uccisione di ratti sensibili in test crudeli e mortali", afferma Shalin Gala, un vicepresidente di PETA Stati Uniti. "La Kellogg Company non è più un assassino di animali, e la PETA applaude la decisione dell'azienda di adottare metodi superiori di ricerca, senza l'uso di animali."

Dal 1995 al 2016, Kellogg ha condotto, finanziato o fornito materiali per esperimenti mortali che hanno utilizzato un totale di 1.213 ratti e 60 criceti. I suoi test sugli animali risalgono almeno al 1954, ma dopo aver raggiunto un accordo con la PETA Stati Uniti, la società ha pubblicato la sua nuova politica pubblica che proibisce test sugli animali a partire da gennaio 2019.

In uno dei test di Kellogg, gli sperimentatori hanno fatto patire la fame ai ratti per due giorni, gli hanno rimosso metà del loro intestino tenue, li hanno nutriti con acidi grassi, li hanno alimentati a forza o hanno iniettato loro medicinali, per poi ucciderli e dissezionarli. In un altro test, gli sperimentatori hanno alimentato i ratti con una dieta ricca di grassi a base di crusca di frumento, hanno somministrato ripetutamente iniezioni con un agente cancerogeno che induceva tumori del colon, li hanno soffocati e dissezionati. Nessuno di questi esperimenti per comprovare la commercializzazione dei prodotti è richiesto dalla legge.

La PETA – il cui motto recita in parte, che "gli animali non sono nostri da usare per gli sperimenti" – osserva che i test come quelli precedentemente condotti o finanziati da Kellogg, su ingredienti alimentari comuni, che non danno preoccupazioni sulla loro tossicità, possono essere condotti in modo sicuro utilizzando umani, inoltre numerosi studi di questo tipo sono già stati condotti e pubblicati.

Kellogg si unisce a una crescente lista di grandi aziende alimentari – tra cui Asahi Group Holdings, Barilla, The Coca-Cola Company, Constellation Brands, Ensuiko Sugar Refining Co, Ezaki Glico, Fuji Oil Holdings, General Mills, House Foods, ITO EN, Kewpie Corporation, Kikkoman, Kirin Holdings Co, Ltd., Lipton, McCain Foods, Meiji Holdings, Morinaga & Co, Nagase & Co, NH Foods, Nissin Foods Holdings, Ocean Spray, PepsiCo, POM Wonderful LLC, Riken Vitamin, Sapporo Holdings, Satake Corporation, Sensient Technologies Corporation, Suntory Holdings, T Hasegawa Co, Toyo Suisan Kaisha, Welch's e Yakult Honsha – che hanno collaborato con PETA Stati Uniti per adottare nuove politiche che vietano i test sugli animali.

Per ulteriori informazioni, visita  PETA.org.uk.

 

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La Cina manterrà il divieto di utilizzare parti di tigre e corno di rinoceronte per il commercio di oggetti di antiquariato e per la medicina tradizionale. La possibile legalizzazione del commercio è stata rinviata. Nei giorni scorsi il WWF aveva manifestato preoccupazione per l’annuncio della Cina di legalizzare sia l’uso di parti di tigre e corno di rinoceronte prelevati da animali allevati in cattività, che il commercio interno di oggetti antichi ricavati da queste due specie a drammatico rischio di estinzione, invitando il governo a mantenere in atto il bando.


"Il WWF ha accolto con piacere la notizia del rinvio, da parte della Cina, dello stop al bando del commercio interno di corno di rinoceronte e ossa di tigre - ha affermato Margaret Kinnaird, leader del WWF Wildlife Practice-. La Cina ha risposto positivamente alle reazioni internazionali: permettere il commercio di parti, prese anche da animali in cattività, avrebbe potuto avere un impatto devastante sulle popolazioni di rinoceronti e tigri. Questa mossa aiuta a mantenere il ruolo di leadership che la Cina ha assunto nell'affrontare la lotta al commercio illegale di animali selvatici e nel ridurre la domanda del mercato.

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