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Clima, classifica Greenpeace: «A Volkswagen primato negativo per quantità di emissioni. Veicoli FCA i più inquinanti per emissioni medie»

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Alla vigilia del Salone dell’Automobile di Francoforte, Greenpeace lancia oggi una classifica delle 12 principali compagnie automobilistiche del mondo in relazione al loro impatto sul clima. Secondo quanto contenuto nel report “Scontro con il clima: come l’industria automobilistica guida la crisi climatica”, Volkswagen è l’azienda che produce la maggior quantità di emissioni, seguita da Renault Nissan, Toyota, General Motors e Hyunday-Kia. Fiat Chrysler Automobiles (FCA) detiene invece il primato negativo di azienda più inquinante per emissioni medie per veicolo. Nel suo complesso, nel 2018 il settore automobilistico ha prodotto il 9 per cento delle emissioni globali di gas serra, più di tutta l’Ue.

«Viviamo una grave emergenza climatica e le case automobilistiche sono tra le principali responsabili di quanto sta accadendo al clima», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima di Greenpeace Italia. «La sola Volkswagen emette più dell’Australia, e non è da meno Fiat Chrysler Automobiles, l’azienda con il più alto livello medio di emissioni per veicolo, che in termini di gas serra inquina di più dell’intera Spagna».

Dall’analisi effettuata da Greenpeace emerge che la rapida diffusione di modelli più grandi e pesanti come i SUV sta causando un ulteriore incremento delle emissioni. In Europa, la quota di mercato di questi modelli è aumentata di oltre quattro volte negli ultimi dieci anni – dall’8 per cento del 2008 al 32 per cento del 2018 – mentre nel 2018 le vendite totali di SUV negli Stati Uniti hanno raggiunto quasi il 70% del mercato.

«Occorre una rivoluzione della mobilità e del settore dei trasporti, e le aziende automobilistiche, che oggi stanno ostacolando questo cambiamento proponendo false soluzioni come le macchine ibride, devono invece esserne protagoniste», continua Iacoboni. «L’industria dell’auto deve abbandonare completamente gli inquinanti motori a combustione interna, smettere di seguire un modello di business sbagliato che prevede un costante aumento della vendita di veicoli, e puntare su servizi che si integrino con il trasporto pubblico, come il car sharing e il car pooling», conclude.

In questi giorni produttori di auto e rappresentanti politici da tutto il mondo parteciperanno a Francoforte al Salone dell’Automobile, la più grande fiera del settore a livello globale. Il 14 settembre Greenpeace, insieme ad altri gruppi e a migliaia di persone, manifesterà – muovendosi a piedi o in bicicletta – davanti all’ingresso del Salone per chiedere una rapida transizione verso modelli di trasporto più sostenibili.

Per raggiungere l’obiettivo fissato dall’Accordo di Parigi di mantenere l’aumento medio della temperatura globale entro 1,5°C, Greenpeace chiede a tutte le case automobilistiche di fermare la produzione e la vendita di auto diesel e benzina entro il 2028, compresi i modelli ibridi, e di impegnarsi a produrre veicoli elettrici più piccoli, leggeri, ed efficienti dal punto di vista energetico.

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A un anno dai terribili attentati del 22 marzo, che hanno gettato nel lutto l'intera Europa, il ricordo delle vittime rimane e rimarrà sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori. È con grande dolore che ripenso a ogni singola vita distrutta, come quella della nostra collega Patricia Rizzo, alle sofferenze dei feriti e al dolore dei familiari. Desidero esprimere il mio più profondo cordoglio a ciascuno di loro.

22-03-2017
Questi spregevoli attacchi terroristici hanno colpito il cuore pulsante dell'Europa, qui in Belgio, a Bruxelles, la nostra capitale multilingue e multietnica in cui siamo felici di vivere insieme in armonia. A fronte di una tale violenza incomprensibile e senza precedenti, noi che viviamo a Bruxelles e in Belgio abbiamo scelto, con il sostegno di tutti gli Europei, di reagire e di non perdere la speranza. Durante questa terribile prova, siamo rimasti uniti nella lotta contro il terrorismo che minaccia la nostra sicurezza e la pace in tutto il mondo. Abbiamo dimostrato la nostra determinazione a difendere i nostri valori e le nostre libertà ad ogni costo.

È per questo motivo che i terroristi hanno fallito, perché abbiamo risposto all'odio e alla violenza con rinnovata determinazione a difendere la democrazia e la convivenza pacifica nella diversità. Dobbiamo costruire il nostro futuro su questi nobili ideali, particolarmente cari a noi Europei. Lo dobbiamo alle vittime di questi attentati.

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