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I Cammini del Lazio . Convegno a Montecassino

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Il Presidente Enrico Panzini durante l'intervento


Martedi, 6 giugno, alle ore 17,00 presso l'Abbazia di Montecassino, nella Sala San Benedetto, si è tenuto il Convegno sulla Legge Regionale sui Cammini del Lazio. Questa legge, votata all'unanimità dal Consiglio Regionale del Lazio nel febbraio scorso, dispone in sostanza la realizzazione, manutenzione, gestione, promozione e valorizzazione della rete dei cammini del Lazio (Rcl). Di questa rete fanno parte i grandi itinerari culturali europei – come la via Francigena – i percorsi storici, religiosi, culturali e paesaggistici ritenuti meritevoli di tutela da leggi nazionali o regionali comprese le vie consolari. Tra queste ultime sia quelle che collegano Roma e il resto del territorio, sia le strade che immettono in queste ultime. Faranno parte della rete anche i percorsi escursionistici, quelli delle aree naturali protette e i pellegrinaggi di tradizione religiosa popolare centenaria nel cui itinerario è compresa una basilica. La legge riconosce quattro nuovi itinerari: il Cammino di San Benedetto, il Cammino di San Francesco, il Cammino della Luce-Via Amerina e il Cammino Naturale dei Parchi. Quest'ultimo è stato ideato, realizzato e fortemente sostenuto dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Il Convegno ha visto la presenza di numerosi partecipanti e di un numeroso e attento pubblico. Dopo i saluti portati per conto della Comunità Monastica di Montecassino dal Reverendissimo Padre Abate Donato OGLIARI e dal Sindaco di Cassino Carlo Maria D'Alessandro, sono intervenuti il Presidente della Camera di Commercio di Frosinone Marcello Pigliacelli, il Presidente del Parco dei Monti Simbruini Enrico Panzini, il Consigliere Regionale e primo firmatario della legge Eugenio Patanè, hanno partecipato: L'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini, il Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo, il Rettore dell'Università di Cassino Giovanni Betta, il Consigliere Regionale del Lazio Marino Fardelli; erano presenti il Direttore del Parco Dei Monti Simbruini Carlo Di Cosmo e i Consiglieri Comunali di Cassino Francesco Mosillo, Barbara Di Rollo, Massimiliano Mignanelli e Sarah Grieco che ha svolto la funzione di moderatrice del Convegno.

Tra le principali novità previste nella legge ci sono l'istituzione di una nuova struttura ricettiva extralberghiera chiamata "casa del camminatore" e la dichiarazione di interesse pubblico per i percorsi che entreranno nella rete, con possibilità di stipulare accordi per le servitù di passaggio o per la risoluzione di problemi urbanistici e paesaggistici.

Il Consigliere Regionale del Lazio, Eugenio Patanè, nel suo intervento, ha inoltre ricordato che nel provvedimento sono previsti due finanziamenti, uno di 100 mila euro per la parte corrente e l'altro di 600 mila euro in conto capitale che potranno essere utilizzati già nel biennio 2017-2018. Ha sottolineato che potranno beneficiare di questi finanziamenti gli Enti Locali (preferibilmente in forma associata), gli Enti Gestori delle Aree Naturali Protette Regionali, le Università, gli Enti Pubblici di Ricerca, le Associazioni e le Fondazioni senza scopo di lucro, i soggetti privati i cui beni ritenuti di interesse ricadono nelle aree territoriali interessate.

Gli enti locali inoltre, potranno predisporre progetti in partenariato o in collaborazione anche con soggetti privati.

Il Consigliere Patanè a ricordato che a promuovere, coordinare e gestire gli interventi sulla rete sarà l'Agenzia regionale per il turismo, che a sua volta potrà affidare a un ente gestore, di composizione mista pubblico-privata, le attività di gestione, manutenzione, valorizzazione e promozione degli itinerari culturali europei, degli itinerari riconosciuti dal Consiglio d'Europa e dei percorsi riconosciuti particolarmente meritevoli di tutela per legge. L'ente di gestione potrà, tra l'altro, disporre della titolarità dei diritti sul cammino, promuovere l'utilizzo di un unico logo da parte di tutte le strutture di accoglienza e disciplinare le modalità di merchandising.

Il Presidente del Parco dei Simbruini, Enrico Panzini, è intervenuto per presentare il "Cammino Naturale dei Parchi", ricordando che l'obiettivo principale è quello di creare un percorso diverso da quello a cui siamo abituati.

Nell'illustrarne lo sviluppo ha sommariamente descritto il percorso che sarà suddiviso in 25 tappe, da percorrere in 4 settimane che coinvolgerà 7 aree protette laziali e il Parco Nazionale del Gran Sasso in Abruzzo, con un percorso complessivo di 430 km che si snoderanno dai suggestivi resti del Colosseo di Roma fino alla Cattedrale di Colle Maggio dell'Aquila.

Un Cammino di trekking da Roma a L'Aquila passando per diversi comuni, paesi, e borghi, 42 per la precisione, per promuovere la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale delle piccole realtà.

Nel concludere l'intervento ha voluto ringraziare gli organizzatori del convegno e la Regione Lazio che con questa specifica legge ha dimostrato una volta di più sensibilità verso il nostro patrimonio naturale, ha inoltre sottolineato che si tratta di un cammino pensato non solo per escursionisti esperti, ma per chiunque voglia avventurarsi in un'esperienza benefica e rigeneratrice per anima e corpo, lontano dallo stress della vita quotidiana per riscoprire la parte più spirituale di noi stessi a contatto con la natura, la storia e le tradizioni gastronomiche locali.

Flash News

Nella mappa tra gli hot-spots più colpiti ci sono Amazzonia, le savane boschive di  Miombo nell'Africa meridionale, l’Australia sudoccidentale e il Mediterraneo

Mancano 10 giorni dall’evento globale su clima e ambiente - Earth Hour

Se le emissioni di CO2 continueranno ad aumentare senza controllo, il mondo è destinato a perdere almeno la metà  delle specie animali e vegetali oggi custodite nelle aree più ricche di biodiversità. A fine secolo potremmo assistere ad estinzioni locali in alcuni paradisi come l’Amazzonia, le isole Galapagos e il Mediterraneo. Anche rimanendo entro il limite di 2°C posto dall’accordo sul clima di Parigi, perderemmo il 25% delle specie che popolano le aree chiave per la biodiversità. È uno dei risultati più allarmanti del nuovo studio pubblicato oggi sulla rivista Climatic Change e realizzato da esperti dell’Università dell'East Anglia, della James Cook University e dal WWF.
Pubblicata a pochi giorni dall’evento globale Earth Hour, il più grande movimento globale per l'ambiente in programma il prossimo 24 marzo, la ricerca ha esaminato l'impatto dei cambiamenti climatici su circa 80.000 specie di piante e animali in 35 delle aree tra le più ricche di biodiversità sul pianeta. La ricerca esplora gli effetti sulla biodiversità alla luce di diversi scenari di cambiamento climatico - dall’ipotesi più pessimista con assenza di tagli alle emissioni e conseguente aumento delle temperature medie globali fino 4.5° C, a quella di un aumento di 2 °C, il limite indicato dall’Accordo di Parigi. Le aree sono state scelte in base all’unicità e varietà di piante e animali presenti. Le savane boschive  a Miombo in Africa, dove vivono ancora  i licaoni, l’Australia sudoccidentale e la Guyana amazzonica si prospettano essere tra quelle più colpite.
In queste aree gli effetti di un aumento di 4.5 °C creerebbe un clima insostenibile per molte specie che oggi vivono in questi paradisi naturali, ovvero:
- Fino al 90% degli anfibi, l’86% degli uccelli e l'80% dei mammiferi si potrebbero estinguere localmente nelle foreste a Miombo, in Africa meridionale
- L’Amazzonia potrebbe perdere il 69% delle sue specie vegetali
- Nell’ Australia sudoccidentale l'89% degli anfibi potrebbe estinguersi localmente
- Nel  Madagascar il 60% di tutte le specie sarebbe a rischio di estinzione locale
- Le boscaglie  del  fynbos nella regione del Capo Occidentale in Sud Africa, che stanno vivendo una fortissima siccità con carenze idriche significative verificatesi anche a  Città del Capo, potrebbero affrontare estinzioni locali di un terzo delle specie presenti, molte delle quali sono uniche di quella regione
Mediterraneo bollente. Il Mediterraneo è tra le Aree Prioritarie per la biodiversità più esposte ai cambiamenti climatici, in cui basterebbe un cambiamento climatico “moderato” per rendere vulnerabile la biodiversità: anche se l'aumento delle temperature si limitasse a 2 °C, quasi il 30% della maggior parte dei gruppi di specie analizzate di piante ed animali sarebbe a rischio. Continuando con gli attuali andamenti , senza cioè una decisa diminuzione delle emissioni di gas serra, la metà della biodiversità della regione andrà persa. Le specie più a rischio sono le tartarughe marine (si tratta di tre specie, la più diffusa è la Caretta caretta) e i cetacei, presenti in Mediterraneo con 8 specie stabili e altre 13 presenti occasionalmente, tutti in sofferenza già per altri tipi di impatto antropogenici. L’innalzamento delle temperature probabilmente supererà la variabilità naturale del passato, rendendo questa zona del pianeta un hotspot dell’impatto climatico. Dovremo aspettarci periodi di siccità in tutte le stagioni, con potenziali stress da calore per gli ecosistemi e le specie  più sensibili, come le testuggini d'acqua dolce, o gli storioni: Questi ultimi sono minacciati sia per il cambiamento del regime di salinità, sia per la riduzione dell'areale idoneo, combinazione drammatica per specie già fortemente indebolite dalla pesca illegale.
Oltre a ciò, l'aumento delle temperature medie e l’irregolarità delle precipitazioni potrebbe diventare la nuova “normalità”, secondo il rapporto, con una significativa riduzione delle precipitazioni nel Mediterraneo, in Madagascar e nel Cerrado-Pantanal in Argentina.

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