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Il cioccolato protagonista di una grande mostra in Piemonte

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Il Cioccolato. Dai Maya al XX Secolo

na grande mostra dedicata al cioccolato, passione tra le più diffuse e contagiose. A proporla - con la cura di Andreina d'Agliano e Fabrizia Lanza - sono la Fondazione Ferrero e la Regione Piemonte. La prima, emanazione con i suoi progetti sociali e culturali, della più importante realtà dolciaria italiana, la seconda, così unita al cioccolato da averne fatto uno dei prodotti simbolo della tradizione gastronomica del territorio.

Cioccolato, e cioccolata, anche come sensuale godimento, quel "bruno piacere" che, racchiuso in una tazza dorata, sorbe con civetteria la splendida dama del dipinto di Emilio Rizzi scelto, non a caso, a simbolo della mostra. E poco importa se nella grande tazza tenuta con mignolo alzato ci fosse effettivamente cioccolata: a contare è ciò che quella meravigliosa porcellana (e, in mostra, se ne trovano esemplari finissimi, che richiamano l'opera rappresentata nel dipinto) comunica in termini di status sociale, di emozione, di attrattività giocosa e lieve.

Ciò che la mostra racconta è la storia di un'avventura che comincia molto lontano nel tempo e nello spazio, nella giungla equatoriale, fra la popolazione Maya. E' qui che dai semi della pianta del cacao si comincia a ricavare il "cacahuatl", la bevanda degli dei.
In un'ambientazione che richiama atmosfere, suoni, profumi della giungla, si ritrovano in mostra preziosi reperti precolombiani ma anche i primi tasselli della scoperta europea del cacao.

L'esposizione prosegue, nelle sezioni successive, con il racconto dell'evoluzione e dei cambiamenti che hanno accompagnato la lavorazione e la consumazione del cioccolato dal 1700 al XX secolo.
Il dilagare della cioccolata nel Vecchio Continente passa tramite la Spagna, prima come bevanda quasi medicinale poi, scoperta la dolcificazione, come bevanda alla moda, ammessa dai Papi anche in periodi di digiuno perché corroborante, amata da Casanova per i suoi portentosi effetti sull'amore e sull'umore. Col tempo, nessuno nobile, ricco, borghese o religioso riesce a sottrarsi al piacere di una tazza di cioccolata.

Le note di Mozart - che della cioccolata fu grande appassionato - accompagnano il visitatore tra importanti dipinti, argenti e porcellane di varie manifatture europee che documentano quello che ormai è diventato un rituale. A Versailles, come in tutte le corti dell'epoca, la nuova bevanda viene servita in ogni ora. Le manifatture di tutta Europa e in particolare quelle di Sèvres e Meissen lavorano senza sosta per creare servizi sempre nuovi adatti a porgere il nettare che viene da lontano.

Successivamente, per tutto l'Ottocento e con continui sviluppi, si assiste alla messa a punto della produzione e della lavorazione industriale. Nel 1802 il genovese Bozelli progetta una macchina per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia. Circa vent'anni dopo, l'olandese van Houten mette a punto un processo che consente di isolare il burro di cacao partendo dalla pasta di cacao. Il cioccolato al latte viene creato per la prima volta nel 1875 dallo svizzero Daniel Peter e poco più tardi, nel 1879, Rodolphe Lindt a Berna crea la ricetta per il cioccolato fondente attraverso la tecnica del "concaggio".
 
Grazie a queste continue trasformazioni, il cioccolato smette di essere un patrimonio esclusivo e diventa un desiderio esaudibile per tutti, si diversifica moltissimo con l'obiettivo di raggiungere tutti e ovunque, assumendo le più diverse forme: pralina, cioccolatino, tavoletta. Macchinari, insegne storiche, immagini d'epoca e film consentono, nella sezione della mostra dedicata alle ottocentesche trasformazioni industriali, di vivere la magia della fabbrica del cioccolato, il luogo dove un seme diventa passione collettiva, espressa in mille forme e sfumature di sapori.

Il Novecento aggiunge al mito del cacao nuovi ingredienti: creatività e design. Grandi artisti, da Fortunato Depero a Federico Seneca a Leonetto Cappiello, vengono messi al lavoro per dar forza a marchi e prodotti. Sulla loro scia, scendono poi in campo esperti di pubblicità e di marketing che fanno di Nestlé, Suchard, Lindt, Tobler, Perugina, Caffarel, Venchi-Unica, Ferrero, Elah Dufour, Feletti, Pernigotti marchi noti a tutti.
E il cioccolato, declinato in modi diversissimi, assume significati che oltrepassano il prodotto in sé. Gianduiotto, Mon Chéri, Nutella - solo per citare alcuni prodotti diventati icone nel Novecento - connotano modi e momenti di vita e divengono veri e propri fenomeni di costume.

Il Cioccolato. Dai Maya al XX Secolo, Alba, Fondazione Ferrero, 19 ottobre 2008- 18 gennaio 2009

Mostra promossa dalla Fondazione Ferrero e dalla Regione Piemonte. A cura di Andreina d'Agliano e Fabrizia Lanza. Comitato scientifico: Luisa Ambrosio; Stefania Barzini; Anne Forray-Carlier; Angela Catello; Alberto Cottino; Andreina d'Agliano; Maria Camilla De Palma; Paola Giusti; Fabrizia Lanza; Michelangelo Lupo; Luca Melegati; Anne-Sophie Motsch; Anty Pansera; Ulrich Pietsch; Sergio Purini; Annalisa Scarpa; Farida Simonetti; Nicola Spinosa

Saggi in catalogo: Alessandra Pecci, Il cacao e la sua strada dal Messico all'Europa; Andreina d'Agliano, Cioccolato e costume: cambiamenti nel costume e sulle tavole documentati attraverso il percorso dell'arte dal XVIII al XIX secolo; Carla Cerutti Cioccolato e pubblicità: il manifesto nel XIX e XX secolo; Victoire Finaz L'impiego del Cioccolato in Medicina e Psicologia; Anty Pansera Food design e disegno industriale nel XX secolo; Fabrizia Lanza La cioccolata da bere e da mangiare in Europa prima e dopo la rivoluzione industriale.

Progetto multimediale: StalkerVideo, Milano Allestimento: Gianni Carluccio
Coordinamento apparati video: Luca Scarzella. Editing e compositing video: Francesco Lupi Timini, Daniele Donati, Vinicio Bordin, Anna Frigo

Orari di apertura: da martedì a venerdì 15-19; sabato, domenica e festivi 10-19. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito. Possibilità di accesso e servizi per disabili. Giorni di chiusura 24, 25, 31 dicembre 2008 1 gennaio 2009
Per gruppi e scuole: apertura straordinaria al mattino su prenotazione
Prenotazioni e visite guidate: Itinera Servizi Turistici S.c.r.l. Tel. 0173.36.34.80 - Fax 0173.36.69.68 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Itinerari didattici per la scuola dell'infanzia e primaria su prenotazione. Visita e laboratorio gratuito (durata 2 ore). Info e prenotazioni: tel. 0173.29.45.62 (9.30-12.30).

CATALOGO SILVANA EDITORIALE
Ufficio Stampa: STUDIO ESSECI 

Alba, Fondazione Ferrero, 19 ottobre 2008-18 gennaio 2009

Per informazioni: Fondazione Ferrero www.fondazioneferrero
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Flash News

 

24 marzo – 3 settembre 2017

Collezione Permanente e Mostra Temporanea 
Biglietti ingresso: Intero €10; Ridotto €8 gruppi, over65, convenzionati; Ridotto speciale €4 scuole e ragazzi 6-16 anni; Gratuito 0-6 anni non compiuti, disabili, Abbonati Musei Torino Piemonte e Torino+Piemonte Contemporary Card
Biglietteria all’ingresso della Pinacoteca | al livello della pista del Lingotto | 4°piano
Orario di apertura: 10-19 - da martedì a domenica | Chiuso il lunedì
Visite guidate su richiesta | accesso disabili | bookshop


La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli prosegue nel percorso di approfondimento sul tema del collezionismo e presenta, per la prima volta, una mostra dedicata all’archeologia. IL VIAGGIO DELL’EROE, a cura di Federica Giacobello, costituisce un percorso dedicato alle figure di eroi presenti nel mito greco e raffigurati sui preziosi vasi della Collezione di ceramiche attiche e magno-greche di Intesa Sanpaolo, conservata alle Gallerie d'Italia - Palazzo Leoni Montanari, sede museale della Banca a Vicenza. Un peregrinare avventuroso tra il mito e la storia.

Le immagini vascolari permettono di ripercorrere il racconto mitico, anche molto complesso, che ha per protagonista l’eroe greco e la sua attualizzazione nella Magna Grecia. Nobile e guerriero, l’eroe diventa il modello di riferimento dell’aristocrazia delle colonie greche in Italia che, tra il V-IV secolo a.C, si fa rappresentare nelle raffigurazioni dei vasi secondo l’ideale eroico. Un’iconografia che prevede la perfezione della forma ottenuta attraverso l’atletica, l’abilità in battaglia e la vittoria sulla morte, resa possibile dal riconoscimento sociale e dalla memoria.

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