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Enti e Università, non distruggete i vecchi documenti di Oceanografia storica

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Dal 29 settembre e fino al 1° ottobre p.v. avrà luogo, presso la sede di GNL Italia (Snam Rete Gas) a Porto Venere (La Spezia),  il Primo Convegno Nazionale di Storia dell’Oceanografia. Il meeting ha lo scopo di divulgare, promuovere e valorizzare la conoscenza della storia dell’Oceanografia, al fine di preservare libri, documenti, strumenti e attrezzature che abbiano avuto rilevanza nella ricerca marina dei secoli passati.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l’Associazione Historical Oceanography Society (HOS)  sono gli organizzatori di questo simposio, programmato in tre distinte sessioni riguardanti: la missione degli Enti scientifici nella cultura storica oceanografica, Personaggi e grandi progetti italiani per l’esplorazione marina, e la Storia dell’Oceanografia Italiana.
Secondo Cosmo Carmisciano, ricercatore INGV e Membro del Consiglio Direttivo dell’HOS,  “tra i principali scopi del convegno v’è anche  la sensibilizzazione degli Enti e degli Istituti di Ricerca alla conservazione di attrezzi e carteggi di potenziale valore storico, che spesso vanno perduti a causa del turn - over tecnologico”.
Tra i grandi nomi presenti all’evento - ospitato nei rinnovati spazi di Ca’ Bertocchi, l’edificio storico di proprietà di GNL Italia posto all’ingresso dell’area tecnica dell’impianto di rigassificazione di Panigaglia - il documentarista Folco Quilici, Roberto Frassetto (Pioniere dell’Oceanografia Fisica in Italia), Federico De Strobel (Presidente HOS) e il Premio Nansen Nadia Pinardi.