Questo sito utilizza cookie per implementare la tua navigazione e inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più clicca leggi

Legambiente aderisce alla manifestazione di mercoledì 20 aprile per le rinnovabili

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 
Mercoledì 20 aprile Legambiente scenderà in piazza per la manifestazione indetta dai sindacati del settore delle rinnovabili per chiedere al Governo risposte certe e immediate sul futuro di un settore strategico per lo sviluppo del nostro Paese. “Il decreto sulle rinnovabili del marzo scorso – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – ha danneggiato gravemente tutta la filiera dell’energia pulita in Italia. La mancanza di certezze e di prospettive per il futuro ha avuto conseguenze immediatamente nefaste sugli occupati, sugli investimenti e sul futuro complessivo del Paese. Al contrario è proprio nello sviluppo delle rinnovabili che l’Italia può trovare la chiave per rispondere positivamente al fabbisogno di energia, sviluppare la ricerca e la tecnologia, promuovere l’occupazione qualificata e il bene dell’ambiente. In questo senso – ha continuato Cogliati Dezza – è molto positiva la decisione dei sindacati di scendere in piazza mercoledì, a tutela dei lavoratori di tutta la filiera dell’energia pulita che, non dobbiamo dimenticarlo, rappresenta uno dei pochi settori che non ha risentito della crisi economica che attanaglia il Paese”. Che l'Italia sia tenuta a raggiungere la quota del 17% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro l'anno 2020, è stato anche ricordato al ministro Romani dal commissario europeo per l’energia Oettinger in una lettera inviata il 15 aprile. “Risulta fondamentale – si legge nella nota di Oettinger- che il governo italiano crei quanto prima un quadro interno d'incentivazione chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando cosi il raggiungimento del suddetto obiettivo”.