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Efficienza: il taglio agli sgravi non sarà retroattivo

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“Ma il futuro resta nero. Necessario cancellare tutta la norma per dare slancio all’energia pulita”

“Se il Parlamento toglierà la retroattività dalla norma che introduce modifiche al bonus fiscale del 55% sugli interventi di risparmio energetico, i consumatori che hanno investito in tecnologie pulite vedranno rispettati i loro diritti ma nulla cambia per le imprese del settore e per la lotta ai cambiamenti climatici”.

Legambiente non retrocede di un passo e continua ad annunciare battaglia, insieme ai cittadini e  alle associazioni delle rinnovabili contro le modifiche al bonus fiscale del 55% approvato la scorsa settimana dal Governo.

“Con questa norma – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia dell’associazione – si condanna concretamente tutto quel settore dell’industria più innovativa, capace di garantire occupazione e sviluppo rappresentato dalle aziende delle rinnovabili. Ma non solo. Come potremo affrontare la sfida dei cambiamenti climatici e raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti se smantelliamo quel poco di normativa esistente a sostegno delle fonti pulite e dell’efficienza?”

Per il solo 2008 sono attese infatti circa 130mila istanze di detrazione, pari ad altrettanti interventi mirati a ridurre gli sprechi e la nostra dipendenza dalle fonti fossili. Cancellando gli incentivi scompariranno anche per le casse pubbliche gli introiti delle tasse che si sono generati nei due anni di incentivo. “Altro che il Bancomat citato da Tremonti – ha continuato Zanchini - questo provvedimento è stato solo positivo per il bilancio dello Stato. Ed è assurdo che mentre Francia, Germania e Spagna continuano ad investire in questo settore per rilanciare l’economia e contemporaneamente ridurre le emissioni di gas serra, il governo italiano insista nella sua battaglia solitaria contro l’innovazione e l’ambiente, relegandoci in una odiosa posizione di retroguardia”