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Anno 6 Numero 295

Direttore Responsabile Guido Donati

                        

 

L段nfluenza aviaria continua ad essere una minaccia per l置omo

Avverte il Direttore Generale della FAO. Globalizzazione e cambiamento climatico favoriscono la diffusione delle malattie di origine animale




L段nfluenza aviaria potrebbe ancora causare un弾pidemia a livello globale ed � quindi necessario tenere alta la guardia e mantenere le misure di controllo e sorveglianza, in particolare sugli animali, ha affermato oggi il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, nel suo intervento alla Conferenza Ministeriale Internazionale di Nuova Delhi sull段nfluenza aviaria.

Diouf ha avvertito che 斗a diffusione dell段nfluenza aviaria esemplifica l弾mergenza potenziale che una crisi sanitaria di grandi proporzioni potrebbe rappresentare, in una situazione dove vi � il rischio che favoriti dalla globalizzazione e dal cambiamento climatico, gli agenti patogeni percorrano ampie distanze in un lasso di tempo relativamente breve�. 

Grazie all誕ttuazione di programmi di prevenzione e controllo molti paesi sono stati in grado di contenere la malattia, e in alcuni casi perfino di debellarla. Quasi tutti i paesi hanno realizzato programmi d弾mergenza e rinforzato i servizi sanitari e veterinari. Ma nonostante questo grande impegno, non solo dei singoli paesi ma della comunit� internazionale nel suo insieme, in molti paesi la situazione rimane critica.


Il rischio permane 

的l virus altamente patogeno H5N1 � ancora in circolazione in alcune regioni del mondo, e causa l段ntroduzione o re-introduzione della malattia in altri paesi. Permangono ampie zone con focolai epidemici, in particolare nei paesi in cui il virus � ormai endemico, con il rischio connesso di un弾mergenza epidemica�, ha detto Jacques Diouf.

鉄iamo ancora incerti su quale ruolo abbiano con precisione i volatili selvatici. Esiste un rischio concreto che possano emergere ceppi virali contro cui i vaccini attuali non forniscono protezione. Un altro problema con cui fare i conti � rappresentato dal costo dei programmi di controllo a lungo termine e da come finanziarli. Infine, c定 ancora la difficolt� di riuscire a controllare i movimenti illegali di prodotti e di animali vivi�. 

Un sistema di salute animale efficiente, che disponga di servizi veterinari ben attrezzati e sia sostenuto da un impegno politico chiaro, � l弾lemento chiave per la riuscita di una campagna di controllo, ha sottolineato Diouf.

I sistemi di produzione avicola dovranno migliorare la biosicurezza e le misure igieniche al fine di evitare la diffusione del virus attraverso la catena produttiva. 鄭bbiamo bisogno di un programma d誕zione globale che tenga nella dovuta considerazione le possibili conseguenze economiche negative sulla popolazione, in particolare per i settori pi� poveri, e per le condizioni di vita dei piccoli allevatori a livello familiare�, ha affermato Diouf.


In aumento le crisi sanitarie 

Il Direttore Generale della FAO ha avvertito che la comunit� internazionale dovr� prepararsi ad affrontare altre crisi sanitarie di origine animale. 鼎ommercio mondiale e cambiamento climatico continueranno a crescere, ed il loro impatto sull弾cosistema sta gi� alla base della diffusione di malattie vettoriali in regioni finora indenni. La febbre della Rift Valley, il virus della lingua blu e la febbre del Nilo occidentale ne sono solo alcuni esempi per quanto riguarda le malattie trasmesse dagli insetti. Ma la diffusione di altre epidemie epizootiche quali l誕fta epizootica e la peste suina africana sono, come l段nfluenza aviaria, ulteriori esempi da far risalire all段ntensificazione dei sistemi di produzione e alla crescita degli scambi commerciali, che siano controllati o meno�. 

鏑a maggior parte delle crisi sanitarie occorse negli ultimi dieci anni riguardavano malattie trasmettibili anche all置omo e hanno avuto origine nei paesi in via di sviluppo. Appare chiaro, dunque, che gli investimenti necessari per migliorare i sistemi sanitari devono concentrarsi sulla prevenzione all弛rigine � cio� negli animali � e sui paesi del Sud del mondo�.

Dal 2003 l段nfluenza aviaria ha colpito un totale di 60 paesi in Asia, Europa e Africa, ed a tutt弛ggi in 26 paesi permangono focolai epidemici. Fatta eccezione per pochi focolai nei volatili selvatici, la maggior parte dei casi confermati sono stati registrati nel pollame domestico: polli, tacchini, oche, anatre e quaglie.

La FAO, insieme con i servizi veterinari nazionali, l丹IE (Organizzazione mondiale per la salute animale) e l丹MS (Organizzazione mondiale della sanit�), ha avuto un ruolo guida nella lotta contro l段nfluenza aviaria. Grazie all誕ssistenza della FAO, pi� di 130 paesi sono stati in grado di adottare misure di prevenzione e controllo appropriate.

www.fao.org 

Nuova Delhi/Roma, 5 dicembre 2007
 
                               

 

 

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