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L’importanza della interdisciplinarietà e degli specialisti contro i disturbi del sonno

I disturbi del sonno e le possibili conseguenze

Apnee notturne e non solo: i rischi dell’uomo quando dorme sono tanto sottovalutati quanto pericolosi. La 4° edizione di RomaSonno dal 9 Maggio per fornire risposte. Colombo e Rete Sanares lanciano gli Open day sulla prevenzione e la cura dei disturbi del sonno
I disturbi del sonno sono molteplici, insidiosi e spesso sottovalutati. Il sonno è un’importante fonte di salute, necessaria all’allineamento di tutte le funzioni dell’organismo. I disturbi del sonno sono un gruppo molto eterogeneo di malattie con netta prevalenza delle insonnie (ne soffre in modo persistente almeno il 10% degli individui della popolazione generale) e dei disturbi respiratori: russamento e apnee del sonno colpiscono infatti più di 4 milioni di italiani (4% degli uomini e il 2% delle donne) di età compresa tra i 30 e i 60 anni. Le malattie del sonno, se non curate adeguatamente, possono essere altamente invalidanti e quelle respiratorie condurre alla morte per danno cardiovascolare. Ben oltre, quindi, i semplici effetti solitamente considerati, come occhiaie, irritabilità e stanchezza diurna.

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Notte dei ricercatori, l’Università di Milano-Bicocca manda in onda la ricerca

Notte dei ricercatori, l’Università di Milano-Bicocca manda in onda la ricerca

Vi aspettiamo venerdì 27 settembre dalle 15.00 alle 22.00 presso i giardini Indro Montanelli a Milano. Esperimenti, demo live, video e attività interattive attraverso la chimica, la fisica, la botanica, l’informatica e tutti gli ambiti di ricerca dell’Ateneo milanese.

Milano, 25 settembre 2013 – Per stare faccia a faccia con la ricerca l’appuntamento è venerdì 27 settembre 2013 con MEETmeTONIGHT, l’evento milanese collegato alla Notte dei Ricercatori 2013.

Ecco le attività dell’Università di Milano-Bicocca che troverete nei laboratori allestiti presso i Giardini Indro Montanelli (Porta Venezia) di Milano:

ENERGIA, AMBIENTE E SOSTENIBILITA’

Giocare e imparare con la chimica. La carta assorbente può non assorbire i liquidi? Un uovo può cadere in un fluido senza rompersi? Demo live di ciò che sembra una vera magia.

Fotovoltaico di nuova generazione. Dalla frutta all’energia solare, una cella fotovoltaica costruita con coloranti naturali… ecco il fotovoltaico 2.0! Per un’anticipazione guarda qui

Milano: un mosaico di rumori. Qual è il rumore della movida a Milano? I partecipanti misureranno i livelli in ambito urbano con fonometri portatili e visualizzeranno in diretta alcune centraline di monitoraggio.

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Tumore alle vie biliari, scoperto il meccanismo che ne alimenta la progressione

Figura 1

Si chiama PDGF-D ed è responsabile della formazione del tessuto fibroso che facilita la crescita e la metastasi del tumore alle vie biliari. Un team di ricercatori delle Università di Milano-Bicocca e di Padova ne ha scoperto il ruolo e come inibire la sua azione.

Milano 24 settembre 2013 - Il suo nome è Platelet-Derived Growth Factor-D ed è il responsabile della formazione del tessuto fibroso che facilita la crescita e la metastasi del tumore alle vie biliari. I ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e di Padova ne hanno scoperto il ruolo e hanno capito come inibirne l’azione.

Lo studio, pubblicato sul numero di settembre della rivista Hepatology (http://dx.doi.org/10.1002/hep.26384), dimostra che le cellule tumorali producono un fattore di crescita, chiamato appunto PDGF-D, che stimola il richiamo attorno alle masse neoplastiche di fibrolasti – responsabili della fibrosi tumorale – e di altre cellule mesenchimali, che sono in grado di favorire la crescita e la capacità invasiva delle cellule tumorali.

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Rita Levi Montalcini

"La comunità scientifica perde oggi un autorevole esponente che nella sua lunga intensa vita ha testimoniato con straordinaria lungimiranza e fermezza il valore e l'importanza della ricerca scientifica. A lei dobbiamo tanto. Ha sostenuto, formato, entusiasmato, generazioni di giovani talenti, abbattuto pregiudizi, liberato energie, spianato percorsi, fatto della ricerca un baluardo di democrazia.Per questo e non solo, è difficile sintetizzare in una breve dichiarazione il vuoto che lascia nella comunità scientifica e in noi tutti, indipendentemente dalle competenze e dai ruoli", dichiara il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, prof. Luigi Nicolais. "Rita Levi Montalcini ha rappresentato, al di là di ogni retorica, un pezzo di storia: per lo straordinario valore delle sue ricerche, che hanno consentito di acquisire nuove e fondamentali conoscenze, attestato dal premio Nobel, e per la sua testimonianza umana. Di lei ricordiamo oltre allo straordinario contributo scientifico, il costante e nobile impegno in campo sociale e l'impulso etico che ne hanno animato l'intera esistenza. Costretta a espatriare dalle leggi razziali, Levi Montalcini è tornata a svolgere la sua attività in Italia, dimostrando in tal modo il legame profondissimo che la univa al nostro paese. E' per noi motivo di commosso orgoglio ricordare, in questa triste occasione, la sua prolungata collaborazione con il CNR: dal Centro di Ricerche di neurobiologia, al Laboratorio di Biologia cellulare, fino all'Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello-EBRI".


Marco Ferrazzoli
Capo Ufficio Stampa Consiglio Nazionale delle Ricerche

Un supermercato in una pillola. Due nuovi materiali comprimono il volume di idrogeno e metano

Le nanospugne microporose sono state realizzate da un team di ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca. Consentono di stoccare grandi quantità di gas a pressioni ridotte, con notevoli vantaggi per l’industria dell’energia e dell’auto. In corso di deposito due brevetti. Il progetto H2-Ecomat è stato finanziato dall’Ateneo e dalla Regione Lombardia per complessivi 750 mila euro.

Milano, 30 ottobre 2012 – Fino a 5000 metri quadrati di superficie compattati in solo grammo di peso. Un po’ come far entrare un supermercato nelle dimensioni di una pillola. È la proprietà di compressione di due nuovi materiali realizzati dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca nell’ambito del Progetto H2-Ecomat.

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L’incomunicabilità di Minervini. “Low Tide” – Orizzonti – Venezia 2012

La comunità texana, alle prese con quel che resta dell’antico sogno americano, è la protagonista di Low tide, di Roberto Minervini, alla sua seconda prova, approdato a Venezia nella sezione Orizzonti. Il film fa parte di una sorta di “trilogia texana” composta dal precedente The Passage e da un terzo film attualmente in lavorazione.

Alla ricerca dell’America più vera, quella che non ha voce, che neppure vota – essendo quella di votare una scelta facoltativa, negli USA – la camera a mano si muove lenta e punta su spazi desolati, immensi, desolanti. La regia e la sceneggiatura sono tutte e due più o meno improvvisate. Il regista ha parlato di un trattamento allargato, composto da meno di trenta pagine, come linea di massima per il girato, il quale trattamento/sceneggiatura non è condiviso con gli interpreti, chiamati inevitabilmente all’improvvisazione. Minervini non ama dirigere le emozioni che debbono rispondere alle reazioni spontanee degli interpreti, al massimo dà indicazioni sulle azioni – stando alle sue dichiarazioni, in conferenza stampa.

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I ricchi investono i poveri. “Welcome home” di Tom Heene – Settimana della Critica – Venezia 2012

Bruxelles, cuore dell’Europa, metropoli in perenne cambiamento al passo con le esigenze di un intero continente in cerca d’integrazione e di crescita, è la protagonista del film Welcome home di Tom Heene, presentato al Lido nella sezione Settimana della Critica. Mutante come la città è Lila-Manah Depauw, la giovane che ad un certo punto della sua esistenza sente un desiderio di rinnovamento, nel nome del quale mette in discussione tutto. La normalità-stabilità, invece, è rappresentata da Benji-Kurt Vandendriessche, il ragazzo di Lila, lasciato temporaneamente per tre mesi, che ansioso attende il ritorno della fidanzata. Geloso, ferito, trascurato, egli apre il confronto che si fa sempre più serrato e sfocia in un amplesso dimostrativo della dissociazione sesso-sentimenti, più che dell’amore reciproco, almeno nelle intenzioni di lei.

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I sentimenti “liquidi” dei trentenni. “O luna in Thailanda” di Paul Negoescu – Settimana della Critica – Venezia 2012

Il rumeno Paul Negoescu, all’anagrafe non ancora trentenne ma già autore di corti e documentari, porta al Lido il suo primo lungometraggio, O Luna in Thainlanda, nella sezione Settimana della Critica. È una commedia brillante che strizza l’occhio ad occidente. Siamo a Bucarest ma potremmo essere a New York o a Parigi, in questo divertissement brillante che mette alla berlina le inquietudini della middle class rumena, oscillando tra paura d’accasarsi e altrettanta paura di rimanere soli. Tutto il film è racchiuso nell’arco di una giornata, l’ultimo dell’anno, dove amore, ansia di libertà e rabbia presenteranno a turno il proprio conto.

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L’oltraggio di Kitano. “Outrage Beyond” di Takeshi Kitano – Venezia 2012

Il maestro giapponese, in concorso alla 69esima Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia, con Outrage Beyond, sequel di Outrage del 2010, prosegue la strada della yakuza. Tra ragioni di visibilità e l’implacabile legge dei numeri, il film si presenta come un prodotto di cassetta, un gangster movie dal risultato piuttosto divertente. Poco si sente della rabbia intimistica dei primi film, vere perle da storia del cinema, che difficilmente si possono riconoscere in un lavoro di puro intrattenimento come questo. Anche la piatta connivenza tra polizia e yakuza non apre ad una critica, risultando qualunquista, più che nichilista. E se l’obiettivo del regista era dimostrare che “tutto il mondo è paese” in fatto di mafia, non colpisce nel segno.

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“Il gran rifiuto”a Bellocchio. Premio Mastroianni a Fabrizio Falco - Venezia 2012

Escluso dal palmares che “conta”, alla 69esima Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia, Bella Addormentata di Marco Bellocchio porta a casa un “premio di consolazione”: il Premio Mastroianni 2012 a Fabrizio Falco ex equo con il film di Ciprì, avendo il giovane esordiente recitato in entrambi. Partiamo dal presupposto che non si tratta di un premio di consolazione ma importante e meritato e arriviamo ad affermare quanto di più ovvio: le giurie non si discutono, non sono depositarie del Verbo ma vanno accettate e rispettate, senza polemiche provinciali e volgari.

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La crisi siderurgica di Mordini. “Acciaio” di Stefano Mordini – Giornate degli Autori – Venezia 2012

Le acciaierie di Piombino, gli altiforni incandescenti fanno da sfondo al passaggio nell’adolescenza di due ragazzine, Anna-Matilde Giannini e Francesca-Anna Bellezza, nel film Acciaio di Stefano Mordini, che adatta l’omonimo Premio Campiello di Silvia Avallone. Presente alla sessantanovesima kermesse veneziana, nella sezione Giornate degli Autori, il regista dichiara di essersi lasciato travolgere dalla storia affascinante delle due amichette. Nel catturare un ambiente interiore prima che paesaggistico, il regista, però, non sempre emoziona. Lunga è la descrizione del vuoto esistenziale dei personaggi ma non va mai davvero a fondo. Il film non raggiunge mai il culmine dell’emozione, neppure quando ci scappa il morto sul lavoro.

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L’amore, tra costrizione e spontaneità. “Lemale et ha’ chalal” (Fill the Void) di Rama Burshtein. Coppa Volpi a Hadas Yaron – Venezia 2012

Ritratto di famiglia in una comunità chassidica ortodossa, è questo il tema del film israeliano in concorso alla Sessantanovesima Mostra del Cinema di Venezia, girato dalla regista ebrea Rama Burshtein. Questo spaccato di vita racconta un microcosmo religioso oppressivo, in apparenza patriarcale, in una comunità dove le donne hanno strettissimi margini di autonomia e i matrimoni vengono decisi dalle famiglie. La figura della mamma, tuttavia, riuscirà a pilotare il sogno d’amore e di futuro della figlia Shira-Hadas Yaron (Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile), in nome di un bene superiore: la famiglia. È sempre il solito concetto di matriarcato vestito di patriarcato, tanto per salvare le apparenze, in verità.

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Il gobbo e l’ombra. “Gebo e a sombra” di Manoel De Oliveira –Fuori Concorso - Venezia 2012

Ombra e ambiguità – onore e dignità - dialettica tra essere e apparire, verità e menzogna, povertà e soldi, sogno e realtà - sono i temi presenti nell’ultimo lavoro del maestro portoghese Manoel de Oliveira, tratto dall'omonimo racconto di Raul Brandão e interamente girato in francese, come omaggio alla Francia. 104 anni il prossimo dicembre e non li dimostra, due volte Leone d’oro alla carriera (nell’85 e nel 2004), Palma d’oro alla carriera (nel 2008), il “ragazzo” resta coerente alle radici letterarie, nel suo cinema. “Il teatro è un’arte ma il cinema non è che un mezzo per fissare ciò che si recita davanti alla macchina da presa”, è quanto il grande cineasta ha avuto modo di affermare, in passato.

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Un totalitarismo nato dalla libertà. “Clarisse” di Liliana Cavani - Fuori Concorso - Venezia 2012

Una della pietre miliari del cinema di Casa Nostra, Liliana Cavani, si è presentata a Venezia con un breve documentario Fuori Concorso, Clarisse. Nato da una richiesta della CEI - il cui collegio desiderava un lavoro su Cristo, visto da occhi contemporanei - i venti minuti di girato della signora de Il Portiere di Notte sono precisi, essenziali, forti. Quando necessità e virtù s’incontrano è sempre una bella unione: venti minuti erano stati concessi, per un intervento sui temi religiosi e tanti ne sono risultati necessari, in fase di montaggio del girato.

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Il sacro fuoco dell’utopia. “Apres mai” di Olivier Assayas - Osella per la Sceneggiatura a Venezia 2012

Cosa accadde negli animi l’indomani del maggio ‘68? E per indomani il maestro francese, Olivier Assayas, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2012, intende quello immediatamente dopo, datato ’71.

Apres mai è una pellicola di pregio, l’affresco di un mondo che restituisce l’eco degli eventi cruenti del 68 e li sublima attraverso l’arte. È un quadro riferito allo spirito adolescenziale, venato dalla melanconia dell’artista e di chi vuole cambiare il mondo. È, dunque, totalmente lontano dal quadro superficiale e per nulla impegnato, quale appare la generazione adolescente d’oggi - o almeno questo è quel che di loro si riporta.

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Tra pietà e pietas. “Pieta” di Kim Ki Duk - Leone d’oro 2012

Seul, tra grattacieli e industria informatica da primato mondiale, fa da scenario ai bassifondi della stessa città, dove si consumano le più inimmaginabili nefandezze, al fine di riscuotere soldi prestati ad usura. Più che di pietà si parla di vendetta, una revenge mascherata da pietà nel film Pieta del coreano Kim Ki Duk che ringrazia, per il massimo riconoscimento veneziano, la giuria presieduta da Michael Mann, con un canto popolare del suo Paese.

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“Dalla Sicilia con furore”. “È stato il figlio” di Daniele Ciprì – Osella per la fotografia a Venezia 2012

Se il sud d’Italia è il figlio diretto della tragedia greca, il film di Ciprì, E’ stato il figlio, colpisce nel segno: tutto raccontato dal “figlio”, come in una lunga “tirata” da coro greco. Cast d’eccezione, con Toni Servillo nei panni dello sciagurato Ciraulo-padre e Fabrizio Falco in quello dello sventurato figlio (Premio Mastroianni 2012), per uno dei tre film italiani in concorso a Venezia 2012.

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Kulkinski – natural born killer. “The Iceman” di Ariel Vromen – Fuori Concorso – Venezia 2012

Un serial killer completamente dissociato ed una moglie apparentemente ignara dell’origine dei suoi agi, sempre più consistenti: è questa la storia trattata da Ariel Vromen, nel suo The Iceman, Fuori Concorso a Venezia 2012. Richard Kulkinski, famigerato assassino con un curriculum esemplare - più di cento morti ammazzati, forse duecentocinquanta, nei modi più efferati - è al soldo della mafia e delle famiglie più sanguinarie. È un’outsider esistito realmente e morto in prigione nel 2006, dopo essere stato catturato nel 1987. Nei suoi abissi si cala Michael Shannon, interpretando questo essere mostruoso, che sino alla fine dichiara di aver avuto un solo rammarico: aver fatto soffrire sua moglie e le sue due bambine.

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“That’s amore” l’inno di Susanne Beir. “Love is all you need” – Fuori Concorso - Venezia 2012

Alla sessantanovesima kermesse veneziana più attesa, quella cinematografica, ecco il Premio Oscar Susanne Beir, per la prima volta alle prese con una commedia: Den Skaldede Frisør (Love is all You Need). Al suo fianco, la stessa interprete di Haevnen, Trine Dyrholm, rispetta e centra le aspettative del pubblico, affiancata da un vero gentleman, Pierce Brosnan, tra i più amati 007 del grande schermo.

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Eros e thanatos in Wakamatsu. “Semmen no Yuraki” (The Millennial Rapture) - Orizzonti – Venezia 2012

Tratto da Mille anni di piacere(1982), la raccolta di racconti dello scrittore Kenji Nakagami (un burakumin orgoglioso delle proprie origini), l’ultima opera del prolifico regista giapponese, Korij Wakamatsu, affronta l’eterno binomio/dicotomia tra eros e thanatos.

I maschi della stirpe dei Nakamoto sono destinati a spegnersi in maniera violenta, dopo aver fatto strage di cuori nei Roji, i 'Vicoli' dove vivono ghettizzati insieme ad altri burakumin – letteralmente gli abitanti del villaggio. Questi emarginati rappresentano la casta di grado più basso, nel sistema feudale giapponese, condannati da sempre all’emarginazione, perché impuri e oppressi dall’ombra della morte.

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Il cinema-inchiesta di Rosi. Francesco Rosi – Leone d’oro alla carriera – Venezia 2012

Salvatore Giuliano, di Francesco Rosi, Orso d’argento a Berlino nel 1961, fu una pellicola ignorata in Italia. Il Leone d’Oro alla carriera, il grande cineasta lo riceve solo quest’anno, mentre i tedeschi gli avevano conferito, già nel 2008, l’Orso d’oro alla carriera. Ma la lista dei premi del giovanotto, prossimo alle novanta primavere, non si esaurisce qui: Leone d’oro nel 63 con Le mani sulla città e Palma d’oro nel 72 con Il caso Mattei, oltre ad una decina di David Donatello tra il ‘65 e il ’97, tre Nastri d’argento e una Nomination agli Oscar per Tre fratelli, nell’81. Questa è per summa capita la carriera di Francesco Rosi, questo è l’emblema di un cinema-inchiesta che ha fatto storia, dando “altissimi contributi alla storia del cinema italiano e mondiale, con il percorso di un uomo impegnato sul duplice fronte dell’invenzione creativa e della testimonianza civile” – per dirla con il Nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che di Rosi è amico sin dai tempi dell’Università. Ed ancora, Scorsese ha sottolineato il suo omaggio al cineasta italiano che “ha saputo esprimere la bellezza delle persone e della Terra d’origine, il sud Italia”, con tutto l’amore di chi sa scavare dentro, in modo rispettoso, con coraggio e intelligenza. “Una lezione di rigore e coerenza”, secondo le parole di Giuseppe Tornatore, visibilmente emozionato, mentre consegna il premio al Maestro, che ci tiene molto a sentirsi cittadino, a sentirsi parte integrante di un Paese, con tutta la complessità della sua storia.

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Fumo. La nicotina favorisce la metastasi

La nicotina favorisce la comparsa di metastasi nei casi di tumore al seno. Lo rivela uno studio pubblicato dalla rivista Cancer Research e realizzato da un gruppo di ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center (Israele).

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